Sogno cotogno
Le sfiziosissime avventure di Ram Guul
Questa è la maxistoria di come la sua vita è cambiata, capovolta, sottosopra sia finita. Seduto su due piedi qui con voi, vi parleremo di Ram Guul, aspirante cuoco dell’Orzoi.
Correva l’anno unno 234 e un euromontiano sulla trentina, panzuto e di bassa statura, si dirigeva al suo banchetto della frutta, nel fitto delle bazarelle, nascosto tra quello di spezie esotiche e veleni e quello della vendita al dettaglio di sangallo.
Il nome di quest’uomo era Ram Guun. Per quattro generazioni, tutti i Guun si erano trovati a dover vendere mele e pesare sacchi di patate al mercato, in cambio di pochi spiccioli. Ram Guun aveva cominciato a farlo all’età di dodici anni.
Sarà senz’altro facile immaginare che non era questo che Ram Guun si sarebbe aspettato dalla vita, quando, ancora appena nato, la madre cominciò a mentirgli dicendo Sei destinato a grandi cose. Ora poteva solo fantasticare su come avrebbe potuto essere diversamente, quali grandi cose avrebbe potuto fare se non si fosse trovato bloccato lì a vendere mele.
Ogni tanto si immaginava circondato da persone sorridenti che lo applaudivano, chiamandolo Maestro ed elogiando il suo carattere autoritario. Attorno a loro vedeva un alto fuoco (secondo Ram Guun simbolo del suo carattere forte e ambizioso) che divampava punendo tutti coloro che lo avevano schernito negli anni sputando sentenze non richieste e protetti dall’infrastruttura del banchetto di legno della bazarella. Eccoli lì, che venivano bruciati fino a sciogliersi.
Ed eccoci qui a leggere queste poche righe sui sogni di un pover’uomo e subito ci sentiamo in diritto di giudicare Ram Guun come un uomo sadico di dubbi principi morali, che gioisce delle sofferenze altrui per placare le proprie insoddisfazioni … Voi certo avreste pienamente ragione, Ram stesso la pensava così, ma non si era mai sentito in dovere di cambiare.
Così era sempre stato e così sarebbe sempre rimasto e, invece di perdere tempo prezioso punendo se stesso per il desiderio di trucidare senza dignità i propri vicini e clienti, Ram Guun aveva deciso di utilizzare al meglio le proprie malvagie energie per scoprire la sua ragione di vita.
Dopo attente riflessioni, realizzò che la sua ambizione era quella di diventare primo cuoco del catering dell’orda unna.
Ma sì, dai! In effetti, gli era sempre piaciuto cucinare e, nonostante le sue rudimentali conoscenze, al barbeque di quartiere riceveva sempre gran complimenti per il suo pollo alla cacciatora. Forse con la giusta occasione, avrebbe potuto farsi notare da Chang o da Gioffredo e candidarsi finalmente per le selezioni culinarie.
Neanche a farlo apposta, un secondo dopo questa illuminazione esistenziale, Nam Guun si vide passare davanti Gioffredo che puntava alla bazarella del sangallo con un sorriso a trentadue denti.
Ram Guun vide le stelle allinearsi sopra la sua testa e, guidato dall’istinto, si lanciò su Gioffredo per sommergerlo di richieste disperate per almeno quarantadue minuti, riuscendo a farsi registrare come partecipante della gara Tamd Mastyer Togooch degli Unni.
La competizione, organizzata ogni tre anni, durava quattro giorni. I candidati venivano giudicati in base ai risultati ottenuti in tre prove: la sfida tecnica, la sfida velocità e quantità e la sfida della tradizione rivisitata (della durata di due giorni, la più difficile).
Il fatidico giorno della competizione, Ram Guun si era svegliato fiducioso. Superò la prima prova senza particolari difficoltà, sbaragliando la concorrenza con una versione perfetta della coda di mucca in agrodolce. Non aveva deluso le aspettative nemmeno il secondo giorno, quando, senza battere ciglio, concluse un eccezionale risotto al cardo e fegatini per 300 persone.
Restava solo la terza e ultima prova, che a dirla tutta preoccupava non poco Ram Guun.
I giudici avrebbero sottoposto ai candidati un piatto tipico mongolo e questi avrebbero dovuto rivisitarlo.
A Ram Guun toccò il amttai shöl, il brodo saporito con le verdure, una delle pietanze più odiate in assoluto dagli Unni (la preferita di Gioffredo). Si trattava di un piatto difficile da trasportare a cavallo e privo di proteine animali.
Anche così, però, Nam Guun non voleva piegare il suo spirito alla resa, senza combattere.
Si decise che avrebbe, non solo reso la rivisitazione geniale, ma anche fatto di questo povero piatto il punto forte del menù dell’orda, il vegetariano fiore all’occhiello del piano di approvvigionamento unno. IL RAMENGUN!
La prima cosa da fare era preparare un concentrato per insaporire il brodo vegetale.
Ram Guun aveva riempito il suo carrellino di vimini al mercato in pochi minuti:
- 200 ml di salsa di soia a fermentazione naturale
- 3 pomodori secchi da pochi soldi, asciugatisi sotto il torrido sole delle steppe
- 1 porzione in vasetto di funghi raccolti ai lati della strada
- 1 spicchio d’aglio
- 1 pezzetto di porro (circa 3 cm)
- 1 pezzetto di zenzero (circa 1 cm)
- 1 cucchiaio di brodo vegetale
- 4 cucchiai di zucchero
- 1 pizzico di pepe macinato fresco
1. Pregando che la fortuna lo assistesse, Ram Guun aveva lasciato i pomodori secchi e i funghi nella salsa di soia a riposare durante la notte.
2. La mattina dopo aveva sbucciato l’aglio e l’aveva tritato finemente.
3. Era ora il momento dello zenzero: le mani sapienti di Ram Guun, assetate di vittoria, avevano mondato lo zenzero e l’avevano tagliato a fette per cuocerlo con aglio, porro, brodo di verdure, zucchero, pepe e la miscela di salsa di soia (1).
4. In uno stato di semi trance culinaria, Ram Guun aveva poi tolto il concentrato di ramegun dal fuoco per farlo raffreddare e scolare con un setaccio fine.
Non era finita: entrava in gioco l'esotica miscela di spezie:
5. Per dare vita alla miscela di spezie Ram Guun aveva semplicemente unito tutti questi ingredienti in una piccola terrina di legno. Ma l’aveva fatto con stile.
Il corpo di Ram Guun tremava per l’intenso sforzo fisico che le preparazioni precedenti gli avevano richiesto ma non poteva arrendersi. Non avrebbe passato un altro giorno a vendere pomodori alle bazarelle.
Scivolava in campo a gamba tesissima il topping di verdure:
- 1 peperone giallo piccolo, 1 rosso e 1 verde (circa 120 gr ognuno)
- 120 gr di funghi (funghi ostrica se si vuole fare i puristi, altrimenti anche quelli della bazarella più vicina)
- 120 gr di insalata iceberg (1\4 di cespo)
- 1 cucchiaio di olio d’oliva
6. Sempre più sudato per lo stress, Ram Guun aveva dimezzato i peperoni, rimuovendo i semi e le nervature, per poi tagliarli in strisce sottili circa 6 mm. Aveva poi lavato, spezzato e centrifugato l’insalata.
7. Nel frattempo aveva riscaldato l’olio d’oliva in una padella e con un gesto acrobatico tecnico incredibile, aveva aggiunto a pioggia le listarelle di peperoni tagliati, l’insalata e le spezie per far cuocere il tutto brevemente.
La meridiana segnava quasi il termine della competizione, quando Ram Guun decise di tentare il tutto e per tutto.
L'ultima fatica: unire tutto nella minestra di sesamo e ramegun
- 200 gr di ramengun (la somma di tutte le preparazioni precedenti)
- 3 1\2-4 cucchiai di cucchiai di concentrato di minestra di ramengun (3)
- 8 cucchiai di sesamo tostato bianco macinato (in tazza grande con poca schiuma con latte freddo)
- 2 cucchiai di salsa al chili
- 2 cucchiai di olio di sesamo
- 1,4 litri di brodo vegetale caldo
- 2 cucchiaini di sesamo da cospargere
- Tagliatelle all’uovo
8. Finalmente il punto forte, la novità assoluta, l’ingrediente straniero: le tagliatelle all’uovo. Con gli occhi lucidi dalla commozione Ram Guun aveva bollito l’acqua, l’aveva salata e aveva inserito la pasta per cuocerla come da tradizione. Poi In 4 ciotole aveva aggiunto 3 ½-4 cucchiai di concentrato di ramen, 2 cucchiai di sesamo macinato, ½ cucchiaino di salsa al chili e ½ cucchiaino di olio di sesamo, quindi aveva versato in ognuna delle ciotoline destinate ai giudici 350 ml di brodo vegetale caldo.
9. Come ultimo tocco, aveva scolato la pasta per aggiungerla al brodo, le verdure come topping e il sesamo a decorazione finale.
Ci aveva pure aggiunto un ovetto sodo diviso in due per dare quel tocco di colore.
I giudici, nel mezzo dell’eccitazione generale nel vedere cotanta bellezza in un piatto vegetariano, si volgevano a Chang, il capo di giuria … e capo in generale in effetti. L’unico la cui opinione valesse veramente qualcosa. Erano rimasti tutti sbalorditi dal sapore forte e deciso del brodo, mitigato dalla pasta e dall’uovo sodo, il tutto arricchito dalla croccantezza delle verdure, insomma, Gioffredo già inneggiava alla rivoluzione. Approvato perfino da Ridente Chang, il Ramegun entrò a pieno titolo tra i piatti principali del menù dell’orda e, dopo tante peripezie, Ram Guun vinse la gara culinaria diventando il nuovo apprendista capo cuoco sadico degli Unni.
FÌN
La ricetta che abbiamo utilizzato è quella del ramen vegetariano della Kikkoman: https://www.kikkoman.it/ricette/recipe-detail/r/ramen-vegetariano/

